Oggi ho assistito alla scena più elegante di cui sia mai stato testimone lungo la mia vita. Un numero incredibile di persone marciava mano nella mano in completo silenzio. Il silenzio era dappertutto. Non c’erano slogan. Non c’era violenza. C’erano mani sollevate in segno di vittoria, e nastri verdi. C’erano cartelli con scritto sopra: silenzio. Vecchi e giovani, uomini e donne, tutti i gruppi sociali stavano marciando insieme.
È stato un magnifico spettacolo di solidarietà. Sul viale Engelab-e-Eslami, la strada più larga di Teheran, c’era tantissima gente. Mi hanno detto che la marcia aveva preso inizio in piazza Meydan-e-Ferdowsi, e sarebbe arrivata fino a piazza Imam Hossein, nella parte est di Teheran. Nel frattempo, tantissimi manifestanti erano già in piazza Azadi. La strada è lunga almeno sei chilometri, il numero dei manifestanti è stato stimato in almeno due milioni.
Abbiamo una lunga strada da percorrere, verso la democrazia. Non so se sarò vivo, quel giorno. Oggi però, con gli occhi colmi di lacrime, rendo onore al coraggio di chi sta marciando e di chi è stato ucciso, e spero il loro sangue ci renda ancra più devoti alla libertà, alla democrazia e ai diritti umani. Viva la libertà, viva la democrazia, viva l’Iran.

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